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Malattia e squilibrio

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Quando l'energia vitale non fluisce regolarmente all'interno del corpo umano seguendo il giusto ritmo, si parla di squilibrio energetico. La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio, e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Forse uno dei modi più semplici per ristabilire l'equilibrio del corpo e della mente è quello di coltivare costantemente un sentimento di speranza e di gioia in ogni momento della giornata.

Le emozioni positive come la felicità, il buon umore, l'amore, la pietà, la tranquillità e l'appagamento sono qualità energetiche molto pure. Quando provate queste emozioni, state generando energia positiva. Le emozioni negative come la preoccupazione, la paura, il terrore, l'avversione, la rabbia, l'avidità, la bramosia, l'invidia sono energie molto dense e pesanti che richiedono grandi quantitativi di energia e di lavoro per circolare e sostenersi, tendendo ad infettare le altre persone con le quali vengono in contatto (come fanno anche le emozioni positive).

Quando vi trattenete in un luogo saturo di negatività, accuserete qualche disturbo. La manifestazione più sicura della negatività prolungata è la malattia. Ecco dove il Reiki esprime tutta la sua efficienza. Comincia ristabilendo la pace e l'equilibrio nella mente e nel corpo. Coloro che ricevono un trattamento Reiki segnalano principalmente sensazioni di calma ritrovata, soddisfazione, rilassamento profondo e pace. Questo è la condizione ottimale dell'essere umano, ed è la prima sensazione che si ha quando si viene al mondo. Il benessere avviene quando raggiungiamo questo stato di soddisfazione e rilassamento, e la salute fisica/mentale/emozionale/spirituale si mantiene meglio tanto più riusciamo a conservare questo stato.

 

Il Reiki vede la malattia secondo sei leggi principali:

Prima legge: Consapevolezza - Il Sintomo è il conflitto reso visibile.

Seconda Legge: Responsabilità - La Causa è sempre dentro.

Terza Legge: Verità - Il Sintomo rende l'uomo autentico.

Quarta Legge: Purificazione - Il Sintomo è la manifestazione dell'Ombra.

Quinta Legge: Crescita spirituale - La malattia è la via della guarigione.

Sesta Legge: Crescita interiore - Il dolore indica la distanza da se stessi.

 

Secondo il punto di vista della medicina naturale e spirituale la malattia non è una semplice disfunzione fisiologica dovuta a cause esterne bensì una chiara manifestazione di un disagio interiore.

Virus, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, possono contribuire alla prevalenza di una patologia rispetto ad un'altra, ma non si può prescindere dal fatto che è sempre responsabilità dell'individuo trovarsi in una determinata situazione.

L'evento esterno può al massimo partecipare come concausa nella produzione di uno specifico sintomo, ma il conflitto nasce sempre nella psiche dell'individuo.

Il dolore è l'informazione preposta alla conservazione della vita. Come quando metto la mano sul fuoco è la sensazione dolorifica che mi costringe a toglierla, così anche in tutti gli altri casi quando la mia condotta danneggia l'organismo si produce l'evento patologico. Il dolore che quasi sempre accompagna la malattia ha la funzione di risvegliarci dal sonno della nostra incoscienza.

Il dolore di un abbandono, di un tradimento, di un fallimento mi costringe ad aprire gli occhi su quello che non potevo o volevo vedere. Mettendomi in contatto con la verità, per quanto sgradevole possa essere, è sempre il dolore che contribuisce alla mia crescita personale, alla presa di coscienza e di responsabilità per le mie azioni e quindi mi guida verso me stesso .

Quando provo dolore, sia fisico che emotivo, mentale o spirituale, significa che mi sono allontanato da me stesso o sono in contatto con situazioni che non mi piacciono e non mi fanno bene. Quando devo separarmi da una persona amata, provo dolore. Nello stesso modo, nella stessa misura noi soffriamo quando siamo lontani da noi stessi, quando ci tradiamo o ci abbandoniamo. Si usano infatti spesso espressioni come 'mi rode il fegato' oppure 'mi sono fatto un fegato marcio', 'verde dall'invidia', 'livido per la rabbia'.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Novembre 2011 17:17
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